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(Gioia dei Marsi, 1904-1978), autodidatta con spiccate attitudini artistiche e autentica passione per la cultura, fu promotore, organizzatore e attore (insieme ad altri gioiesi) di filodrammatiche che portarono sulle scene dei diversi centri marsicani opere come l'Otello.

Ma la musica fu il campo in cui egli rivelò le doti più singolari. Ne ebbe le prime nozioni da un componente della banda locale; continuò da solo, e presto si trovò, giovanissimo, a dirigere la banda del paese; completò la sua preparazione musicale con approfonditi studi di armonia e composizione e, superata brillantemente la prova, fu iscritto alla Società Italiana Autori ed Editori.

Compose moltissima musica: da chiesa, per banda, per voci e orchestra. Le sue canzoni furono trasmesse dall'EIAR prima e dalla RAI dopo. Premi e riconoscimenti gli furono ripetutamente attribuiti per le sue composizioni. Le più belle interpretazioni delle sue canzoni furono eseguite dal Coro folclorístico di Gioia. I suoi motivi cantano Gioia, la sua storia, la sua gente: « Funtanella mé », « Tarantella abbruzzese », « Nicola e Carmela », « Catarì », « Oílì, oilà » e « Vecchia Gioia », una melodia dolcissima che ha fatto il giro d'Italia, perché ripetutamente trasmessa dalla RAI e perché recepita da altri Cori folcloristici che l'hanno inserita nei loro repertori canori. (B. B.)