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(23.01.2017)    Gli eventi tragici che in questi giorni hanno colpito il cuore dell’Italia e il nostro Abruzzo, mettendo a dura prova una popolazione che ha già tanto sofferto,  portano noi marsicani a riallacciare un filo lungo 102 anni.

Come oggi, allora, nel 1915, persone, case, strade e paesi colpiti dal   terremoto  che si abbatté, violento e distruttivo su di loro, furono colpiti  anche da gelo e neve. La solidarietà di tutta l’Italia fu grande, gli aiuti arrivarono in ritardo, considerando le grandi difficoltà anche di comunicazione, ma i cittadini si misero subito all’opera anche solo con mazze e picconi, nel tentativo, a volte riuscito, più spesso inutile, di far riemergere una vita da macerie e ghiaccio. Ai morti a causa del sisma si aggiunsero quelli morti per malattie da raffreddamento e congelamento.
A 102 anni di distanza, dobbiamo  verificare, purtroppo, che, in Italia, non abbiamo creato ancora la cultura diffusa, le strutture, le infrastrutture  e una vera attrezzatura per fare fronte alle calamità naturali con alta professionalità.