Appare doveroso, soprattutto in questo particolare momento storico, ricordare, senza mai perderne la memoria, le vittime dell’Olocausto ed interrogarsi sulle motivazioni che hanno condotto l’uomo a compiere tali aberrazioni. Sicuramente non è nelle umane possibilità creare paradisi terrestri, ma nei campi di sterminio, in cui milioni di persone, tra Ebrei, zingari, prigionieri politici, omosessuali, persero la vita, fu, certamente, costruito “l’inferno” in terra.

L’atteggiamento messo in mostra da molti, dinanzi all’uccisione di uomini, donne e bambini, inermi, non è assolutamente giustificabile; non si deve dimenticare e rimuovere un passato che condiziona ancora adesso il presente e che è oggi ancora virulento in molti popoli. L’Olocausto resta nella storia dell’umanità un crimine singolare, in quanto la dimensione del massacro umano, compiuto in nome dell’ideologia, è senza precedenti, incommensurabile ed inconcepibile. Ma l’Olocausto non iniziò con i forni crematori, quello fu solo il punto d’arrivo della cd. “soluzione finale”; la sua genesi trovava origine nell’odio tedesco contro gli Ebrei, che si concretizzò dapprima con le discriminazioni e la messa ai margini dalla vita pubblica e culturale dell’uomo ebreo, successivamente con l’emanazione delle leggi di Norimberga, in cui gli stessi ricevettero lo status di razza inferiore e con le violenze e le devastazioni perpetrate nei loro confronti, preludio alla loro sistematica eliminazione.
Oggi più che mai, e le vicende americane ce lo dimostrano, tale messaggio deve risuonare con forza e grande eco, perché si osteggi, con ogni mezzo, la deriva dei pensieri negazionisti, di odio, di discriminazione e sopraffazione. Nessun uomo ha dignità superiore ad un altro.

Il Sindaco Avv. Gianclemente Berardini